sabato 15 novembre 2014

Il ritorno dell'ispettore Strabick!

In passato ho già speso qualche parola su Strabick nell'omonimo post su questo stesso blog. Noto solo ora che il post risale a più di due anni fa, per cui sto invecchiando molto velocemente. Davvero, mi sembra ieri che stavo lavorando a Terra bruciata, il secondo remake dell'ispettore (dopo un altro che solo una persona al mondo ha letto e che non terminai un po' perchè l'estate finì prima della storia e un po' perchè questa persona mi recensì quanto letto con testuali parole: 'belli i disegni, ma il protagonista è troppo scemo, mi sta sul cazzo' e capii che forse mi ero spinto troppo oltre con la stupidità di Strabick).
Insomma, mi sembrava ieri e invece era luglio del 2012. Roba che domani mi sveglio e ho (tutti) i capelli bianchi e sono intubato in un letto d'ospedale aspettando la mia ora. Non mi stupirei, visto come vola il tempo!
Dicevo, di Strabick ho già parlato abbondantemente in quel post: di come sia nato sotto forma di vignette demenziali, di come sia poi stato pubblicato per un anno su l'altra Molfetta e di come sia finito in stand by con diversi rimaneggiamenti successivi. La sua nascita risale al 2007, sette anni fa (lo so, nella prefazione di Angela Pansini all'interno dell'albo troverete scritto 2005 , ma è stato un mio errore... lei si è attenuta a quel che le ho scritto io, che sto invecchiando precocemente e quindi, con molta probabilità, ho già l'alzheimer), quando un mio amico mi propose di partecipare ad una collettiva d'arte con l'Arci Cavallo di Troia di Molfetta, il luogo in cui sono ambientate le mie giornate e io decisi che avrei mostrato tutto quello che sapevo fare. Così, oltre a quattro disegnoni a china di mostri random, preparai sei vignette, di cui tre di un ispettore che faceva il verso a Derrick ma non riusciva neanche a distinguere la vittima dall'assassino, Strabick appunto.

Ammetto che l'idea è vecchia come il cucco. Il poliziotto sbadato e strampalato è un must della narrazione fumettistica e d'animazione in tutto il mondo, dal Giappone di Lupin III all'America della Pantera Rosa e dell'ispettore Gadget, passando per il commissario Wiggum nei Simpson e l'ispettore Megure di Detective Conan (fidatevi, quell'uomo è scemo...).
Per cui, definire una volta per tutte Strabick come qualcosa di differente nonostante tutto non è stato facile. I sette anni son stati pochi e non è detto che la gestazione sia finita.

Adesso Strabick esiste. Esiste come autoproduzione, vive su pagine anemiche di un albetto stampato neppure troppo bene (ahimè!) e raccoglierà tutti i ritagli di tempo che avrò in futuro, mantenendomi sano di mente tra un lavoro di grafica e l'altro e permettendomi di fare ancora fumetti. Esiste e ha un'identità precisa.
È un ufficiale di polizia che spesso non ha manco tanta voglia di stare a sentire le lagne della gente che va a presentargli il caso, con cui è sistematicamente sgarbato e superficiale, cerca di tagliare corto fino a quando non si lascia prendere dal caso. Se poi c'è di mezzo la malavita organizzata e il suo arcinemico, il boss latitante Don Dindon, allora ci metterà anima e corpo per risolverlo. Però è limitato, tremendamente limitato. Non è solo stupido, è proprio incapace di rendersi conto della situazione. Sarebbe capace di fare battute su come è morta la vittima in presenza dei suoi parenti, aspettandosi fragorose risate; è privo di ogni tatto e filtro mentale. Dice e fa quello che gli passa per la testa, e quello che gli passa per la testa 9 volte su 10 è stupido. Ha forme pucciose, tondeggianti, e un nome pretenzioso: Apollo.
A fargli da spalla c'è il vero detective della storia, l'eterno agente semplice Ubaldo Chiappone, giovane, aitante e intelligente ma, come tutti i ragazzi di quella risma in questo Paese, relegato a un ruolo marginale, costretto a sottostare a un incapace (che però, va detto, ha rispetto per lui e lo ascolta).

L'albo che ho stampato - una sorta di pilot, un numero 0 - ha il compito di introdurre questa strana coppia. La loro prima avventura si intitola L'intruso notturno e costituisce un giallo vecchio stampo. Lento, enigmatico e dalla soluzione imprevista.
Se vi aspettate un poliziesco d'azione o una storia nonsense in cui si rida soltanto, lasciate perdere questo primo albo di Strabick. Le mie storie devono avere una trama, se no è pure inutile che le disegni. Se voglio far ridere basta una vignetta o una strip, se voglio una storia tutta azione mi compro un fumetto anzichè farlo e faccio prima.

Ieri sera ho appuntato le ultime cose relative alla seconda avventura, che sarà il remake di una delle prime pubblicate su l'altra Molfetta. Sarà più macabra e d'azione di questa, lo ammetto.

Intanto, vi lascio con l'intro dell'albo appena stampato. Se vi incuriosisce, sapete come contattarmi.

 


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